Trattamenti con l’uso di microviti ortodontiche

di Redazione

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microviti in ortodonzia

L’ortodonzia è una disciplina basata sull’applicazione di forze che mirano a spostare i denti “nel posto giusto”.

In genere i movimenti ortodontici sono guidati dall’ortodontista che, a seguito della formulazione della diagnosi di malocclusione e dello studio del caso, individua quali e quante forze imprimere, con quali dispositivi e per quanto tempo, organizzando il piano di cura in sequenze ordinate e precise che guidano la crescita e lo spostamento di ossa e denti per la risoluzione della malocclusione.

Per ottenere i movimenti dentali desiderati, l’ortodontista applica forze ortodontiche caratterizzate da una spinta di azione – tesa a spostare gli elementi dentali nella posizione desiderata – alle quali corrispondono forze di reazione che devono essere contrastate attraverso un sistema di ancoraggio adeguato. L’ortodontista – quando progetta il trattamento ortodontico – può scegliere di utilizzare come ancoraggio:

alcuni elementi dentali che non devono essere spostati;
oppure dispositivi ortodontici supplementari che, spesse volte, richiedono la collaborazione costante e prolungata nel tempo del paziente.

I nuovi sistemi di ancoraggio

Recentemente come sistema di ancoraggio sono state introdotte le microviti: si tratta di mini-impianti costituiti da viti in titanio di pochi millimetri di diametro ( 2-3 mm) e di lunghezza variabile (dai 9 ai 13 mm).

Le microviti vengono inserite direttamente nell’osso di mandibola o mascella; l’inserimento avviene in anestesia locale e consiste nell’avvitamento della microviti attraverso la mucosa e l’osso. A queste microviti si ancorano i dispositivi ortodontici e la loro posizione è selezionata in  base al movimento che si vuole ottenere. 

Le microviti restano in sede per il tempo necessario e quando termina la loro funzione vengono rimosse con una azione di svitamento. Può succedere, anche se raramente,  che si “mobilizzino” e che sia necessario un nuovo ancoraggio.

In quali casi l’ortodontista valuta l’ancoraggio con microviti?

  • Quando si deve effettuare l’espansione del palato e l’ossificazione della sutura palatina è negli stadi più avanzati
  • Quando si deve effettuare una distalizzazione degli elementi dentali e si vuole ridurre la collaborazione del paziente
  • Quando si vuole ottenere la chiusura degli spazi in base ad esigenze estetiche e funzionali
  • Nei pazienti adulti, quando la mancanza di elementi dentali rende difficile compiere determinati spostamenti perchè non c’è un numero sufficiente di denti da utilizzare come ancoraggio.
  • Quando si vuole effettuare un buon controllo verticale dei denti, riducendo un eccessivo morso aperto (controllo verticale posteriore) o profondo (controllo verticale anteriore).
  • Ogni qual volta il loro impiego può semplificare il trattamento e rendere più prevedibili i risultati

La scelta dell’ortodontista di proporre un ancoraggio con microviti prevede che si illustri al paziente i benefici, gli eventuali costi biologici, i disagi, la collaborazione richiesta e le alternative possibili, in modo che possa scegliere con consapevolezza il percorso di cura da intraprendere ricevendo tutte le informazioni tipiche del consenso informato che precede l’inizio di qualsiasi trattamento.