7 giugno 2018

Sport: paradenti o bite?

di Dr. Roberto Conte

Paradenti

Bite e paradenti sono due dispositivi con caratteristiche e campo di azione diversi. Sono entrambi utili per chi pratica sport?

Cos’è un “paradenti”?

Con il termine “paradenti” si intende un dispositivo di protezione per tessuti duri e molli del cavo orale, ossia denti, labbra e gengive.

Il paradenti trova la sua maggiore utilità durante la pratica di sport di contatto come ad esempio il rugby, le arti marziali, la boxe, il basket, il calcio e l’hockey, avendo come scopo quello di ammortizzare eventuali traumi e distribuirli in una superficie più ampia, disperdendo quindi le forze di impatto, salvaguardando sia la dentatura che l’articolazione temporo mandibolare.

I materiali con cui vengono costruiti i paradenti sono molteplici, tra i più comuni troviamo gel, gomma, EVA (Etilen Vinil Acetato) o combinazioni di questi. Ovviamente a seconda del materiale cambia il grado di durezza e cambia la percezione del dispositivo in bocca.

Non solo i materiali, ma anche le forme dei paradenti possono differire: esistono sia quelli ad arcata singola (superiore), che quelli ad arcata doppia. Fondamentalmente se da un lato quelli ad arcata doppia offrono una maggiore protezione, dall’altro lato possono essere percepiti come troppo ingombranti e limitanti per la funzione respiratoria o per la capacità fonetica, sebbene talvolta muniti di fenestrazione anteriore. Ogni atleta dovrebbe, per far la scelta giusta, provare entrambe le forme e decidere secondo le proprie esigenze.

Un’ultima differenziazione nel campo dei paradenti riguarda la fattura. Esistono sia dei dispositivi su misura che dei dispositivi standard che vengono termo modellati assumendo così una forma adatta alla bocca dello sportivo. Resta chiaro, tuttavia, che i dispositivi individualizzati, costruiti dopo aver rilevato impronta e modello dell’arcata dell’atleta, offrono il massimo per quanto riguarda la calzata ed il confort. Il retro della medaglia è costituito dai costi maggiori.
La regola generale è che il paradenti deve innanzitutto proteggere e, non meno importante, dovrebbe essere perfettamente adattato alle strutture anatomiche (stabilità in bocca), evitando di limitare funzioni come respirazione, fonazione e deglutizione.

E’ di assoluta importanza sottolineare il fatto che il paradenti non ha alcun tipo di ruolo per quanto riguarda la terapia dell’articolazione temporomandibolare e delle disfunzioni dell’apparato stomatognatico.
Il paradenti non ha effetti preventivi per quanto riguarda i danni causati dalla parafunzione occlusale (bruxismo e serramento); anzi il materiale gommoso tende ad indurre un maggior serramento con ovvi svantaggi sia a livello muscolare (iperattività) che dell’articolazione temporo-mandibolare (sovraccarico).

Nel prossimo articolo vedremo invece cos’è un “bite”.

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