Spazio… ai denti

di Redazione

Affollamento dentale, un problema di spazio disponibile...

Un paziente che si rivolge ad un medico sa esattamente cosa vuole: guarire.

Un paziente che si rivolge ad un ortodontista invece non ha le stesse certezze, motivo per cui, le sue richieste possono presentarsi sotto le più diverse forme: dal “Vorrei raddrizzare i denti” ad un ancor più vago “Vorrei sistemare la bocca”; sia che si riferisca a se stesso che ai propri figli.

Disequilibrio del viso

Ne deriva che il primo compito di un ortodontista consiste nell’interpretare correttamente la richiesta del paziente, aspetto che dovrà rimanere ben presente durante tutto il trattamento.
Spesso il paziente percepisce un disequilibrio complessivo del suo viso, ma non dispone degli strumenti necessari a comprenderne le ragioni, per cui identificarle rappresenterà il secondo compito dell’ortodontista.
Infine, poiché frequentemente le vere ragioni del disequilibrio sorprendono il paziente, sarà necessario che l’ortodontista spieghi al paziente in maniera comprensibile, la sua diagnosi e le ragioni che sottendono il piano di cura proposto.

Gli ortodontisti Face Xp fanno ampio ricorso ad immagini che, meglio di mille parole, possano mostrare cosa significhi avere un bel sorriso e come sia possibile ottenerlo. E’ molto importante infatti, ottenere adesione alla proposta di trattamento, perché la complicità terapeutica è necessaria al raggiungimento di un buon risultato.

Come dare ai denti lo spazio che serve?

Spesso il paziente si presenta con affollamento dentale, quella situazione in cui i denti si presentano non allineati, ruotati, accavallati, disordinati. La causa di questo problema consiste nella non corrispondenza tra la somma delle dimensioni dei denti (spazio richiesto) e le dimensioni dell’osso che dovrebbe contenerli (spazio disponibile).
Tale non corrispondenza, può avere cause genetiche, ma anche cause che definiremo “ambientali”, come le già citate abitudini viziate.
Il trattamento di questa situazione, prevede di riportare in equilibrio lo spazio richiesto e lo spazio disponibile e quindi, con una apparecchiatura, di spostare i denti in modo da allinearli.

Le procedure per equilibrare spazio disponibile e spazio richiesto sono due: aumentare lo spazio disponibile oppure ridurre lo spazio richiesto.

Aumentare: espansione delle arcate – Aumentare lo spazio disponibile per i denti, significa espandere le arcate, sia trasversalmente che in direzione anteriore e/o posteriore. L’espansione trasversale è una procedura semplice superiormente (entro una certa età), quasi impossibile inferiormente; se ne deduce che se la ristrettezza coinvolge entrambe le arcate sarà sconsigliato espandere la sola arcata superiore per non perdere il coordinamento fra le due.
Espandere in direzione anteriore o posteriore significa spostare i denti posteriori indietro e/o gli anteriori in avanti; entrambi questi spostamenti hanno delle importanti conseguenze sull’assetto complessivo della bocca. E’ di fondamentale importanza sapere che lo spostamento anteriore degli incisivi ha sempre conseguenze sulle labbra e quindi sul profilo complessivo del paziente. Alcuni profili ricavano beneficio da una maggiore sporgenza delle labbra, mentre in altri può alterare drammaticamente l’equilibrio.

Ridurre: estrazione dei denti – Ridurre lo spazio richiesto, viceversa, significa sacrificare alcuni denti estraendoli.
A volte questa indicazione, è vissuta dal paziente o dai suoi genitori, come una mutilazione, e può lasciare perplessi. E’ invece uno strumento potentissimo che consente di risolvere le problematiche interne alla bocca senza deformarne l’involucro esterno che è poi la parte inferiore del viso, quella che, insieme agli occhi, ci caratterizza maggiormente e ci rappresenta socialmente. L’attrattività di un viso infatti, dipende dalla bellezza delle sue singole componenti (occhi, naso, bocca) e dal rapporto tra di esse.

Spiegare al paziente e alla sua famiglia la bontà di questa scelta, è impegnativo e richiede buone competenze di comunicazione e relazione, per rassicurare il genitore che deve compiere la scelta per conto del figlio e per il paziente che deve sottoporsi sereno alle prestazioni consigliate.

Ogni paziente è unico e irripetibile e l’impegno dell’ortodontista è massimo, per formulare un corretto piano di trattamento, costruito su misura sullo dello specifico paziente. Diversi anni di studio, di specializzazione e di aggiornamento continuo, contribuiscono a far sì che il professionista abbia gli strumenti, le tecniche e le conoscenze necessarie per gestire i diversi livelli di complessità dei casi che gli si presentano, e possa raggiungere esattamente l’obiettivo che il paziente si era prefisso: avere un sorriso sano, con denti ben allineati in un viso armonioso.

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