19 giugno 2018

Il morso inverso anteriore

di Dr. Silvia Rapa - Dr. Renato Cocconi

Morso inverso anteriore

Dottoressa, le devo portare la mia bambina perché ha i denti davanti che chiudono al contrario… sembra uno squaletto, povero amore, è uguale a me purtroppo!

La Signora Patrizia è da sempre molto attenta alla modalità di crescita dei dentini di sua figlia. Fin dalle ecografie durante la gravidanza cercava di intuire se la bimba avesse le sue stesse caratteristiche facciali.
Per un problema di morso inverso dei denti anteriori la Signora Patrizia ha sofferto molto da giovane: non è mai riuscita a sorridere con disinvoltura. Quando era piccola i suoi genitori non avevano potuto offrirgli l’opportunità di una cura, ora lei vorrebbe aiutare la sua Lisa e già dai 6 anni ci ha portato la piccola per monitorare la crescita del suo viso e dei suoi denti.
Patrizia è di sicuro una mamma attenta e molto informata!

Morso inverso anteriore: cos’è

Normalmente gli incisivi superiori si appoggiano sugli incisivi inferiori coprendoli di 3/4 mm come fossero il coperchio di una scatola.
Questa modalità ideale di contatto dei denti anteriori, in assenza di altri problemi, corrisponde generalmente ad un buon incastro dei denti posteriori consentendo un adeguato funzionamento della bocca ed un’estetica bilanciata del viso.
Quando si verifica un’inversione della posizione dei denti anteriori ci troviamo di fronte ad un’occlusione “non ideale”.

Il morso inverso anteriore (o morso incrociato anteriore) è una malocclusione dove la precocità della diagnosi può rappresentare uno degli aspetti determinanti nella definizione delle possibilità di cura.
Per quanto questo problema possa essere causato da differenti tipologie di alterazioni della crescita dentale e/o scheletrica che implicano diverse possibilità e timing correttivi, nella maggior parte dei casi si tratta di un problema dovuto ad un deficit di accrescimento in avanti dell’osso sopra della bocca – tecnicamente: “deficit di crescita della maxilla”.

La maxilla (osso sopra della bocca) si comporta nel suo sviluppo in modo simile alle ossa del cranio, accrescendosi per “espansione” lungo le suture (i punti di congiungimento delle varie ossa della testa e della faccia). Queste suture – ricorderete la “fontanella” sulla testa del vostro neonato – sono molto morbide e plastiche quando i bambini sono piccoli, tendono a diventare dure fino a saldarsi lentamente con il passare degli anni.
Quando il morso inverso è causato prevalentemente da un deficit di accrescimento della maxilla, esistono possibilità di trattamento che sfruttano l’elasticità delle suture per trazionare meccanicamente in avanti l’osso che è rimasto indietro. Questa tipologia di cura è molto efficace ma richiede una diagnosi precoce perché può essere realizzata solo quando le suture sono ancora morbide, ovvero tra i 7 e i 9 anni.

Diagnosticando presto il problema è anche possibile ridurre le possibilità che si creino danni alla struttura e al supporto dei denti davanti: il traumatismo provocato dall’incastro dentale sbagliato può indurre un’usura precoce dello smalto degli incisivi permanenti ed un abbassamento della gengiva intorno ai denti in inversione. Affrontando tempestivamente questa malocclusione è, inoltre, possibile evitare che il bimbo o la bimba viva un disagio psico-sociale dovuto a questa alterazione della linea del sorriso in un momento tanto delicato della sua crescita.

Fonti: Ministero della Salute – “Raccomandazioni cliniche in odontostomatologia” (2013) – e Pubmed – motore di ricerca medico-scientifico.

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