19 luglio 2018

Molare del giudizio: come prepararsi alla estrazione

di Dr. Maria Rosaria Lallai

Molare del giudizio

Giudy arriva in studio con un’ansia pazzesca, il giorno fatidico è arrivato: deve sottoporsi alla estrazione del molare del giudizio e ha tanta paura.

Francesca, dopo una visita per un fastidio in regione retromolare, provocato dal fatto che il molare del giudizio sta erompendo in maniera anomala, decide di risolvere questo problema, e di estrarre i molari del giudizio inferiori prima della partenza per le vacanze. E’ curiosa, vuole sapere come si svolgerà l’estrazione, come dovrà comportarsi nei i giorni seguenti all’intervento e se potrà recarsi al lavoro e in palestra.

Paolo dovrà mettere l’apparecchio ortodontico, non ha spazio a sufficienza e il germe del molare del giudizio si sta sviluppando in modo anomalo impedendo la correzione del secondo molare. La mamma ha paura che suo figlio non riesca ad affrontare questo piccolo intervento al dente del giudizio.

L’irreprimibile ansia che spesso si cela dietro l’estrazione di un dente del giudizio è un dato di fatto!
Si tratta, infatti, di un intervento chirurgico vero e proprio, che giustifica l’ansia dei nostri pazienti. Il nostro compito è quello di effettuare una corretta valutazione delle problematiche e scegliere la strategia più adatta a far sì che il paziente possa vivere in modo meno traumatico questo momento.

Estrarre il molare del giudizio: la preparazione

L’estrazione del molare del giudizio è un atto chirurgico e in quanto tale richiede una preparazione preliminare.
La visita specialistica del cavo orale, supportata da un accurato studio radiografico, permette al medico di valutare con precisione la posizione e la salute del dente del giudizio. Su queste valutazioni si pianifica la tecnica chirurgica.
I fattori da prendere in esame sono:

  • posizione anatomica del dente. Sulla panoramica è possibile apprezzare la posizione del terzo molare e la sua profondità di inclusione. In genere, quanto più un elemento è incluso profondamente tanto è maggiore la difficoltà;
  • numero, morfologia e stadio di sviluppo delle radici. I terzi molari sono caratterizzati da una morfologia radicolare molto varia che può influenzare notevolmente l’approccio chirurgico;
  • ampiezza del legamento parodontale. L’ampiezza del legamento parodontale diminuisce con l’aumentare dell’età;
  • densità dell’osso alveolare. Nei soggetti giovani, il tessuto osseo presenta una minore densità e una maggiore elasticità facilitando l’estrazione;
  • rapporti con il nervo alveolare inferiore. La presenza di stretti rapporti tra l’incluso e il canale del nervo alveolare inferiore deve essere attentamente esaminata. Nella maggioranza dei casi, il fascio vascolo-nervoso si trova in posizione vestibolare (61%) o linguale (33%) rispetto alle radici del dente incluso. Quando si rintraccia uno o più di questi segni sull’ortopantomografia vi è indicazione assoluta a richiedere una TC, dentalscan o volumetrica.

Il paziente dev’essere messo al corrente di tutti i rischi e le complicanze che potrebbe correre durante e dopo l’estrazione di un dente del giudizio.

Prima di procedere con l’intervento, è necessario esporre sempre al dentista tutti i dubbi, le preoccupazioni e le incertezze.
Si raccomanda di informare sempre il medico in presenza di allergie a farmaci o materiali (es. allergia al lattice, allergia al nichel), malattie (pregresse o in corso) ed un eventuale stato interessante (gravidanza presunta o in atto).
Inoltre, è altrettanto importante riferire al dentista se si stanno assumendo farmaci per la cura di una data malattia.
Prima di estrarre un dente del giudizio, è doveroso effettuare:

  • pulizia del cavo orale utile a ridurre significativamente l’eventualità di insulti batterici alla bocca. Per questo si consiglia di supportare l’igiene orale quotidiana con sciacqui di colluttori medicati-disinfettanti (contenenti clorexidina) nei 4 giorni precedenti l’estrazione del dente del giudizio;
  • una cura antibiotica profilattica (prima dell’estrazione dentale) per abbattere il rischio d’infezione, soprattutto se l’intervento è particolarmente invasivo e complesso.
Fase pre-chirurgica

Prima di procedere, l’odontoiatra è tenuto a spiegare al paziente il tipo di intervento. L’informazione deve essere dettagliata ed esposta in modo comprensibile. Al paziente viene quindi consegnato un consenso informato che autorizzi all’esecuzione dell’intervento stesso. Una volta acquisito il consenso informato, il clinico deve istruire il paziente circa il protocollo farmacologico da assumere.

Nel prossimo articolo parleremo dell’intervento di estrazione del dente del giudizio e del post operazione.

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