15 Giugno 2017

Le interviste di Face Xp: Dott. Edoardo Marchese

di Redazione

Edoardo Marchese esperto in ortodonzia

Uno dei valori della vostra associazione è la trasparenza nella relazione di cura con il paziente.
In che modo lei e il suo studio impostate un rapporto trasparente di cura con il paziente e con la sua famiglia quando necessario?

Esercito la professione di ortodontista e gnatologo in qualità di consulente presso diversi studi professionali. La mia “mission” comune recita, tra le altre cose ”…di fornire informazioni, il più complete e trasparenti possibile, godere dei risultati e della soddisfazione data ai nostri pazienti e alle loro famiglie.”

Parto dalla diagnosi, raccogliendo tutta una serie d’informazioni, dallo studio delle radiografie, alle foto, sia intraorali che del viso, dalla prese delle impronte al loro montaggio in articolatore. A seguito della prima visita, dedico un primo appuntamento, di circa 40 minuti, dove raccolgo tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno, i cosiddetti “records diagnostici”.

In un secondo appuntamento – detto consultazione – incontro il paziente (o i genitori dello stesso), spiego dettagliatamente i problemi emersi e propongo le soluzioni che ritengo di adottare nel caso specifico. In questo secondo incontro discuto di tutti gli aspetti del trattamento, da quelli clinici a quelli organizzativi ed economici, in modo che tutti i passaggi siano chiari e conosciuti al nostro paziente. Consegno una cartellina, dove oltre a materiale relativo allo studio forniamo il preventivo, le opzioni di pagamento, il consenso informato generale e specifico e un contratto dove illustriamo le modalità di trattamento discusse.

Durante il trattamento teniamo costantemente informati il paziente (o i genitori) sull’andamento del trattamento stesso, anche con incontri appositamente fissati per spiegare il punto della situazione ed eventuali scostamenti rispetto al piano originale.

Il paziente al centro è uno dei grandi temi della sanità. Nel 2001 l’Institute Of Medicine ha decretato i criteri che la medicina con l’approccio del paziente al centro deve avere.
Quanto è importante per voi e in che modo coinvolgete il paziente per renderlo responsabilmente partecipe alla cura?

Prima di essere un ortodontista sono un medico e, in quanto tale, per il sottoscritto la salute del paziente, e la scelta consapevole del piano di trattamento più adatto alle sue problematiche, rappresentano senza dubbio obiettivi imprescindibili da perseguire. Prioritario è rendere il paziente consapevole e responsabile della propria cura. In medicina come in ortodonzia abbiamo bisogno di un paziente responsabile sia in termini di collaborazione (nell’igiene, nel portare ausiliari, ecc…) sia di comprensione degli obiettivi e degli eventuali limiti della terapia, soprattutto in casi di “trattamento limitato”, oppure, nei trattamenti multidisciplinari. Essere trasparenti è senza dubbio una scelta spesso non facile, ma sicuramente quella più etica. Pensiamo quanto sia più facile proporre ad un paziente un trattamento senza estrazioni, piuttosto che spiegare perché farle.

“Paziente al centro” vuol dire anche al centro dell’organizzazione dello studio, e quindi far comprendere al paziente stesso la necessità che si senta responsabile dei tempi e dei modi dello studio per raggiungere insieme ed al meglio gli obiettivi comuni di estetica e funzione.

Il valore del sorriso è ormai noto, sia dal punto di vista funzionale (una corretta masticazione influisce direttamente sulla digestione e sugli equilibri muscolari e sulla salute dell’articolazione temporo-mandibolare) che dal punto di vista psicologico (il sorriso è la distanza più breve tra le persone).
Come si stabilisce il livello di complessità di un caso ortodontico?

Possiamo certamente affermare che stabilire la complessità di un caso ortodontico non è un’operazione ‘facile’, anche nei casi apparentemente semplici. Per esempio, un caso di severo affollamento trattato con estrazioni può essere considerato facile rispetto ad un caso di prima classe con morso profondo senza disallineamento dentale. Fondamentale nel giudizio diventa la capacità ed esperienza del clinico. Il bagaglio culturale si acquisisce dallo studio e formazione continua e dall’esame critico di ogni passaggio del trattamento. Per esempio, i criteri di norma stabiliti dall’ABO Discrepancy Index (American Board of Orthodontics) ci consentono di attribuire un determinato punteggio per ogni caratteristica anatomica rilevante per la malocclusione. Questo ci permette una corretta “stadiazione” della malocclusione stessa, utile anche nella gestione delle controversie mediche legali e anche nella formulazione dei preventivi. A completamento della valutazione risultano molto utili anche i criteri funzionali ed estetici della filosofia Face.

Grande importanza e imprescindibile premessa di ogni valutazione diagnostica riveste, come detto prima, una documentazione puntuale e precisa, utile anche per il confronto con gli altri membri del nostro team che si occupano di aspetti diversi e specifici del trattamento odontoiatrico.

Un tratto che vi accomuna è il network multidisciplinare. A prescindere che esercitiate nei vostri studi o in consulenza presso altri professionisti, ogni socio Face conta su una rete di professionisti che interagiscono e si coordinano per il bene del paziente, affinché tutti gli aspetti di salute siano presi adeguatamente in carico e risolti contemporaneamente.
Quali sono i tratti distintivi dei professionisti Face Xp?

Il professionista Face Xp si contraddistingue soprattutto per il suo continuo aggiornamento e per la mission di essere il più trasparente possibile verso il paziente. Per continuo aggiornamento si intendono tutte quelle conoscenze d’informazioni, di protocolli clinici e organizzativi, di materiali e mezzi che nel corso degli anni ho imparato a conoscere e a utilizzare frequentando il Dr. Cocconi e tutti gli altri colleghi del gruppo Face. Gli incontri formativi si tengono sia in Italia che all’estero, in tal modo si aggiungono metodiche innovative continuamente, migliorando sia l’efficacia dei trattamenti che riducendo i tempi, i disagi e riducendo al minimo la collaborazione del paziente.

Tutto questo è tradotto in pratica individualizzando il trattamento sulle esigenze funzionali ed estetiche del paziente. Per noi non esiste un protocollo standard per ogni malocclusione, ma la terapia viene modulata sugli obiettivi condivisi con il paziente. Per questo assume una notevole importanza la raccolta di una documentazione puntuale e completa sia prima che durante che dopo il trattamento stesso.

La collaborazione con centri radiologici specialistici privati dotati di macchine di ultima generazione sempre aggiornate, l’utilizzo di software specifici per elaborare l’immagine del paziente in 3d, la cefalometria computerizzata, rappresentano solo alcuni dei passaggi obbligati del percorso diagnostico. In alcuni casi molto particolari i dati del paziente vengono inviati ad un team di radiologi americani specializzati nella radiologia del distretto cranio-facciale, i quali elaborano un report molto dettagliato della situazione delle articolazioni temporo-mandibolari del paziente. Oltre a questo, ormai da alcuni anni, utilizzo sistemi di ancoraggio assoluto, con miniviti posizionate con tecniche guidate, e quindi, mininvasive al fine di rendere efficaci e efficienti alcuni tipi di trattamento.

In tutti i miei casi ortodontici utilizzo metodiche di programmazione del posizionamento dei brackets su modello in chiave ‘gnatologica’, usando un posizionatore di precisione da me ideato e brevettato, per ottenere sin dal primo bondaggio l’allineamento e livellamento ideali con mascherine di trasferimento su paziente. Un altro aspetto peculiare della nostra tecnica è il montaggio in articolatore, un simulatore della bocca che fornisce una miglior precisione nel determinare la posizione reale della mandibola rispetto al cranio e, quindi, aumenta l’accuratezza della valutazione del caso.

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Ti rispondono gli Esperti in Ortodonzia di Face Xp.

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