22 Giugno 2017

Dente del giudizio… quando arrivi?

di Redazione

Dente del giudizio

Il dente del giudizio è il terzo molare che compare in ordine cronologico. Il primo molare spunta in genere a 6 anni, in corrispondenza della caduta del primo dentino, il secondo fa la sua comparsa a 12 anni, in età adolescenziale, il terzo arriva a 18 anni, con l’ingresso nella maggiore età, l’età del giudizio (si tenga però presente che può esistere una variabilità di circa 2 anni in ogni soggetto).

In circa il 20% delle persone il dente del giudizio non si forma, ma in una uguale percentuale l’eruzione può essere problematica perché il dente assume una posizione non corretta oppure perché, la mancanza di spazio, ne impedisce la totale fuoriuscita. In questo caso resta completamente “incluso” nell’osso o erompe solo parzialmente, risultando coperto in parte dalla gengiva. Questo avviene, per questioni anatomiche, più frequentemente a livello del molare inferiore.

Quali problemi possono crearsi se un dente del giudizio non esce correttamente?

In genere è importante eseguire un’indagine radiografica di screening per valutare i rapporti del dente con le strutture adiacenti e per monitorare le diverse situazioni che si possono creare. Vediamo quali sono:

  • Il dente non presenta processi patologici: in alcuni casi, anche se la posizione non è ottimale, il dente non presenta e non determina alcun problema
  • La posizione particolare del dente ne rende difficile la pulizia: il dente si può cariare oppure si possono infiammare i tessuti che lo circondano (gengive ed osso) perché i batteri penetrano facilmente in profondità
  • Il dente si inclina e si appoggia contro il molare adiacente che può cariarsi, riassorbirsi o sviluppare delle tasche gengivali che riducono il supporto dell’osso
  • Raramente si può formare una cisti, si crea cioè, attorno al dente, una cavità ben delimitata che si riempie di liquido e che può ingrandirsi invadendo le strutture adiacenti
  • Il dente può assumere una morfologia complessa: a volte, per mancanza di spazio, il dente si trova compresso tra il molare adiacente e l’osso mandibolare. Durante lo sviluppo, a seguito della mancanza di spazio, le radici non di sviluppano in modo rettilineo ma possono acquisire una forma uncinata. Il dente può inoltre assumere rapporti di contiguità con il nervo alveolare che di solito passa più in basso rispetto al dente. Entrambi questi eventi rendono più complessa l’estrazione.
Il dente del giudizio crea affollamento dentale?

E’ questo un problema estremamente dibattuto in campo scientifico perché ci sono coloro che attribuiscono ai terzi molari un importante ruolo nel determinare l’affollamento in età adulta ed altri che non trovano una correlazione stretta tra i due fenomeni se non il fatto che si verificano nello stesso momento cronologico. Questo perché nell’affollamento dentale sono implicati altri fattori quali le forze muscolari, la spinta delle labbra e della lingua, la forma e la crescita della mandibola, l’occlusione dentale, il naturale spostamento dei denti, che non sempre sono facili da considerare separatamente quando si eseguono gli studi scientifici.

Quando estrarre il dente del giudizio?

Ogni manovra terapeutica richiede delle motivazioni attente ed è quindi importante discutere sempre con il proprio dentista di fiducia le indicazioni e le implicazioni di una eventuale estrazione. Infatti l’estrazione del dente non sempre è facile e può presentare dei rischi (come abbiamo visto per la contiguità con il nervo alveolare) o un decorso postoperatorio complesso.

In genere è indicata l’estrazione del dente del giudizio:

  • quando il dente è compromesso o ha compromesso il dente adiacente: questo comporta lo sviluppo di carie, ascessi, infezioni ossee ricorrenti (osteiti o tasche parodontali), riassorbimenti dentali o cisti
  • quando il piano di trattamento ortodontico, implanto-protesico o ortodontico-chirurgico necessita l’estrazione strategica del dente. Per esempio ci sono delle situazioni in cui la mancanza di spazio in arcata richiede di spostare i molari in direzione posteriore ed è necessario estrarre i denti del giudizio per favorire questo spostamento.
  • quando è semincluso e, pur non essendo compromesso, ha un elevato rischio, per posizione e inclinazione, di diventare sintomatico

E’ bene però ricordare che se di decide di non estrarre il dente incluso perché non presenta particolari segni patologici, è opportuno monitorarlo nel tempo con esami radiografici perché le condizioni possono mutare e, spesso, quando diventa sintomatico, può aver già intaccato le strutture circostanti.

E’ importante effettuare questo monitoraggio anche nei pazienti in crescita perché si può avere la possibilità di individuare situazioni critiche in cui si consiglia l’estrazione precoce del dente del giudizio. Questa procedura, detta “germectomia”, viene effettuata quando il dente non è completamente formato ed è quindi più semplice poterlo “sgusciare” dall’osso, riducendo alcuni rischi operatori.

La germectomia è indicata quando:

  • Il dente è in posizione non corretta (ectopica) ed interferisce con i denti adiacenti
  • Il dente presenta una morfologia alterata
  • La previsione di inclusione è certa in base ai calcoli dello spazio
  • Il piano di trattamento ortodontico richiede spazio nella zona posteriore dell’arcata

I professionisti Face Xp, abituati a documentare attentamente i casi e a seguire i pazienti anche dopo il completamento della terapia ortodontica, in fase di contenzione, hanno acquisito negli anni una notevole esperienza per aiutare e guidare i pazienti alla decisione corretta per il caso loro affidato.

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