15 April 2019

Mandibola che scrocchia: quali sono le cause?

di Dr. Nicola Preda

Mia figlia ha un problema di mandibola che scrocchia ma il dentista dice che non è nulla le ha prescritto un bite X la notte. Tuttavia, dopo 3 mesi nulla è cambiato… cosa ci consiglia di fare? – Guendalina

Risponde il Dott. Nicola Preda, esperto in ortodonzia di Bologna

I rumori che vengono descritti come la “mandibola che scrocchia” possono avere diverse cause, ciascuna delle quali si differenzia per:
– il tipo di rumore: scatto netto della mandibola piuttosto che sensazione di “sfregamento di due superfici ruvide”
– quanto si deve aprire la mandibola perché si manifesti
– la costanza di apertura, ovvero se questo rumore si manifesti sempre allo stesso grado di apertura o meno.

Dando per assunto che avendolo lei descritto come “scrocchio” sia questo un rumore netto, avanzo alcune ipotesi.

Nel caso in cui, affinché questo “scrocchio” si manifesti, la bocca deve essere quasi spalancata e che questo “scrocchio” si manifesti ogni qualvolta la mandibola si riapre e si richiude allo stesso modo, mi sento di rassicurarla dato che probabilmente tale condizione è quella che viene definita sub-lussazione ed è spesso da imputare a una lassità dei legamenti, spesso congenita.

Nel caso in cui invece questo “scrocchio” si manifesti prima che la bocca si apra completamente, più probabilmente allora tale condizione potrebbe essere conseguente a un dislocamento del disco. Il disco è una specie di menisco che si trova normalmente nell’articolazione e che, se non perfettamente in sede, può rappresentare un ostacolo ai movimenti dell’articolazione stessa, ostacolo il cui superamento produce lo “scrocchio” (leggi in proposito: Le disfunzioni temporo mandibolari (DTM)).

In entrambi i casi è difficile prevedere la scomparsa del rumore solamente per mezzo di una terapia con un “bite”.
Tale dispositivo infatti funziona benissimo per controllare la contrazione dei muscoli masticatori e/o l’eventuale tendenza al consumo dei denti in seguito a bruxismo o a altre forme di parafunzioni e ridurre così la sintomatologia dolorosa.

In assenza di tali sintomi, probabilmente potrebbe essere utile, in accordo con il suo dentista di fiducia, valutare l’indicazione o meno a un ciclo di sedute presso un fisioterapista che si occupi di problematiche muscolo-articolari.

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