13 Februar 2017

Le 10 principali malocclusioni ortodontiche – Parte I

di Redazione

Sono 10 le principali malocclusioni ortodontiche che devono essere seguite durante la fase di sviluppo del bambino. In presenza di queste, l’occlusione devia dal suo ideale naturale ed è quindi importante diagnosticarle precocemente per avere a disposizione più soluzioni. E’ possibile trovare una soluzione terapeutica anche in età adulta ma il trattamento può essere più complesso o presentare maggiori limitazioni.

La malocclusione è una deviazione dall’occlusione ideale. L’ortodontista, durante la visita, cerca di valutare quanto il caso si discosta dalla occlusione ideale e se questo ha implicazioni funzionali ed estetiche.

Quali sono le principali malocclusioni ortodontiche?

1. Affollamento dentale
2. Diastema
3. Agenesia e denti sovrannumerari
4. Denti inclusi
5. Anomalie di eruzione
6. Morso aperto (anteriori o posteriori)
7. Morso coperto
8. Overjet aumentato
9. Morso crociato anteriore
10. Morso crociato posteriore

In questo articolo vediamo le prime 5 malocclusioni ortodontiche.

• Affollamento dentale

L’affollamento dentale si verifica quando la dimensione dei denti è maggiore dello spazio disponibile nella struttura ossea (mascellare o mandibolare). Si può essere in presenza di denti grandi con arcate ben proporzionate oppure in presenza di denti normali con arcate strette. Quando i denti non trovano spazio, possono nascere ruotati, spuntare nel palato o inclinarsi verso l’esterno.

• Diastema

Con il termine “diastema” si intende lo spazio che esiste tra due denti contigui. Può essere isolato e localizzato soprattutto tra i due incisivi centrali. In questo caso è spesso associato all’inserzione bassa del frenulo, una piccola banda di mucosa che si estende tra la zona interdentale ed il labbro superiore. Esistono poi situazioni in cui più denti sono spaziati (diastemati) perchè piccoli o inclinati in modo eccessivo verso l’esterno.

• Agenesie e denti sovrannumerari

Sono due aspetti opposti dello stesso problema: la variazione del numero di denti. L’agenesia implica l’assenza di uno o più elementi dentali dal corredo genetico. E’ fondamentale individuare quanto prima la sua presenza perchè diventa importantissimo salvaguardare il dente deciduo, se presente, e individuare da subito le strategie giuste per la gestione dello spazio lasciato dall’assenza del dente.
I denti sovrannumerari sono invece denti in più rispetto alla formula dentaria; solitamente localizzati a livello della zona anteriore, possono interferire con l’eruzione dei nuovi denti e con il loro corretto allineamento.

• Denti inclusi

A volte i denti non arrivano in arcata perché qualcosa interferisce con il tragitto di eruzione. Il dente allora tenta di erompere con una traiettoria scorretta e rischia così di rimanere incluso. La spinta eruttiva però non si esaurisce ed il dente può creare severe complicanze alle strutture circostanti. Una diagnosi precoce che permetta di reindirizzare il percorso del dente a volte semplifica trattamenti che possono essere lunghi e complessi.

• Anomalie di eruzione

La natura ha previsto un avvicendamento di dentature, durante la crescita e lo sviluppo della persona. La dentatura decidua, tipica dell’infanzia, lascia gradualmente il posto, durante l’età adolescenziale, a quella adulta. In questo modo la dentatura si adatta progressivamente al nuovo tipo di alimentazione e alla crescita scheletrica.
La fase in cui le due dentature si avvicendano è detta “permuta” ed è caratterizzata dalla presenza contemporanea di denti decidui e di denti permanenti. Durante questo lungo e delicato processo possono verificarsi molte anomalie (ritardi di eruzione, asincronie di eruzione, denti anchilosati, trasposizioni) che è importante diagnosticare per permettere che si strutturi un adeguato piano occlusale.

Leggi: Le 10 principali malocclusioni ortodontiche – Parte II

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