29 März 2017

Eruzione dei denti: come avviene e quali sono le alterazioni possibili

di Redazione

Come è noto l’uomo presenta due dentature: una dentatura decidua, costituita da 20 denti da latte, ed una dentatura permanente costituita da 32 denti. Entrambe possono presentare delle anomalie sia relativamente al numero di denti che alla loro modalità di eruzione.

Eruzione dei denti decidui

I denti da latte (decidui) compaiono nella bocca dei bambini (erompono) tra i 6 mesi e i 3 anni con discrete oscillazioni da soggetto a soggetto, del tutto prive di valore clinico. Il processo di eruzione dei denti comporta una progressiva migrazione del dente verso la superficie gengivale, mentre nella profondità dell’osso, la radice completa la sua formazione. Raggiunta la superficie gengivale questa normalmente si lacera, lasciandolo comparire nel cavo. Si tratta di un evento naturale che però talvolta può accompagnarsi ad alcuni disturbi, per lo più di breve durata.
E’ piuttosto raro che la dentatura da latte presenti anomalie importanti, sia nel numero di elementi che nelle modalità di eruzione, la qual cosa è invece piuttosto frequente in dentatura permanente.

Eruzione dei denti permanenti e alterazioni

Questa inizia intorno ai 6 anni e si conclude intorno ai 13 anni, con l’eruzione dei secondi molari; restano esclusi da questa cronologia i “denti del giudizio” (definiti terzi molari o ottavi), la cui epoca di eruzione varia sensibilmente da soggetto a soggetto e spesso non avviene del tutto. Frequentemente i genitori si rivolgono all’ortodontista lamentando un “ritardo nell’eruzione”; in realtà si configura un vero “ritardo” quando questo supera i due anni rispetto alla norma. In questi casi basterà una radiografia per stabilire se esso è giustificato da qualche ragione meritevole di intervento o non sia piuttosto un fenomeno privo di significato clinico che il tempo curerà.

Agenesie

Un altro caso piuttosto frequente di alterazione della eruzione dei denti è rappresentato dalle “agenesie” cioè la mancanza di alcuni denti. Potrà sembrare strano, ma spesso i genitori rimangono interdetti dinanzi a questa diagnosi pur essendo abbastanza frequente soprattutto a carico degli incisivi laterali superiori e dei secondi premolari inferiori. Questa problematica richiede un intervento dell’ortodontista che dovrà di volta in volta stabilire quale risulti la strada più indicata per sopperire all’assenza dei suddetti elementi.

Denti sovrannumerari

Di contro possiamo assistere alla presenza di denti in più, i così detti “sovrannumerari”; spesso questi possono creare un ingorgo eruttivo, che altera il normale andamento della permuta, rallentando o bloccando alcuni elementi. Anche in questo caso, soltanto l’intervento di un ortodontista potrà condurre alla corretta gestione del fenomeno il quale, nella maggior parte dei casi, comporterà l’asportazione dell’elemento in sovrannumero con un piccolo intervento in anestesia locale.

Abbiamo poi una serie di altre alterazioni di posizione nella eruzione della dentatura ed in particolare: “ectopie”, quando un elemento erompe in posizione diversa rispetto a quella prevista, “trasposizioni”, quando due elementi dentari invertono la loro posizione, “inclusioni”, quando uno o più elementi restano all’interno dell’osso per mancanza di adeguato spazio in arcata o perché la loro traiettoria eruttiva è stata deviata da cause diverse.

Esistono infine delle alterazioni di forma e/o struttura di alcuni elementi, il più frequente ed evidente dei quali è rappresentato dagli incisivi laterali dalla forma appuntita, detti “conoidi”. Talvolta questo fenomeno può disegnare uno scenario insidioso, in quanto l’elemento può essere confuso con un dente da latte.

Questi fenomeni sono facilmente identificabili dagli esperti in ortodonzia, lo sono meno per i genitori che difficilmente colgono questi segnali premonitori. Per questa ragione sempre opportuno sottoporre i propri figli ad una visita specialistica da parte di chi quotidianamente si confronta con queste problematiche. Spesso un intervento precoce può ripristinare in tempi ragionevoli un corretto assetto della dentatura risparmiando interventi più lunghi e costosi in tempi successivi.

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