22 Juli 2019

Le interviste di Face Xp: Dott. Enrico Pucci

di Redazione

Enrico Pucci esperto in ortodonzia

Uno dei valori della vostra associazione è la trasparenza nella relazione di cura con il paziente.
In che modo Lei imposta un rapporto trasparente di cura con il paziente e con la sua famiglia quando necessario?

Fin dalla prima visita, il rapporto tra me e il paziente è basato su tre punti fondamentali: chiarezza delle informazioni, etica della relazione e massima professionalità da parte mia.
Chiedo qual è il motivo della visita e quali sono le sue esigenze e se il paziente, o i suoi genitori in caso di minori, si sono prefissi degli obiettivi da raggiungere.
Dopo aver conversato direttamente con il paziente e con i suoi genitori, procedo con l’ispezione del cavo orale. Se ha portato con sé radiografie precedenti ne prendo visione, ed a seconda dell’età e dello stadio di sviluppo e della situazione individuale, propongo l’approfondimento diagnostico necessario per formulare la diagnosi e l’iter terapeutico. Al colloquio di presentazione del piano di cura illustro la soluzione ideale e il “timing”, ovvero il momento giusto per intervenire, perché intervenire in anticipo significa sottoporre i pazienti a trattamenti lunghi ed intervenire in ritardo significa perdere l’opportunità di sfruttare la crescita.
Durante il colloquio, i vari argomenti del piano di cura sono semplificati e resi chiari al paziente e/o ai suoi genitori grazie all’uso di un software in cui vengono riportate le foto, le radiografie, i tracciati cefalometrici ed altre informazioni. Questa documentazione verrà poi utilizzata nelle fasi intermedie del trattamento per illustrare i risultati parziali.
Tutti i casi trattati mi consentono di illustrare casi analoghi e di illustrare i risultati ottenuti, in modo che il paziente sia consapevole che il trattamento porta a risultati predicibili.
Se il caso lo richiede, vengono anche formulate lettere informative per i medici di base, pediatri o colleghi odontoiatri interessati all’esito della visita specialistica ortodontica nell’ottica di una collaborazione sempre leale e proficua.

Il paziente al centro è uno dei grandi temi della sanità. Nel 2001 l’Institute Of Medicine ha decretato i criteri che la medicina con l’approccio del paziente al centro deve avere.
Quanto è importante per voi e in che modo coinvolgete il paziente per renderlo responsabilmente partecipe alla cura?

Il paziente e/o i genitori devono essere consapevoli che gli obiettivi ortodontici da raggiungere necessitano di tempo e dedizione, giustificati dai benefici che se ne traggono.
I trattamenti ortodontici possono durare anche diversi anni. Se si inizia in età pre-adolescenziale, il piccolo paziente necessita di controlli costanti anche a distanza di mesi e per periodi lunghi, per monitorare l’eruzione dentale e crescita dei mascellari, ed è possibile che si alternino fasi dedicate solo al monitoraggio a fasi di terapia attiva. E’ importante quindi avere un rapporto chiaro con i genitori stimolando la partecipazione attiva del paziente, esaminando volta per volta il percorso terapeutico e mantenendo sempre alto il coinvolgimento e l’attenzione sugli obiettivi prefissati.
Anche i trattamenti per gli adulti possono essere lunghi: da 1 a 2 anni e a volte anche più. Quindi è importante che il paziente conosca tutto il percorso terapeutico, compresi eventuali lungaggini o imprevisti che potrebbero sopraggiungere.
La partecipazione attiva del paziente e/o dei genitori mi permette di lavorare in modo più tranquillo, assicurando anche la gestione di situazioni complesse.

Il valore del sorriso è ormai noto, sia dal punto di vista funzionale (una corretta masticazione influisce direttamente sulla digestione e sugli equilibri muscolari e sulla salute dell’articolazione temporo-mandibolare) che dal punto di vista psicologico (il sorriso è la distanza più breve tra le persone).
Come si stabilisce il livello di complessità di un caso ortodontico?

La nostra disciplina è qualcosa di molto complesso perché l’allineamento dei denti implica una serie di regole da seguire, come il rispetto delle strutture contigue ai denti stessi, come l’articolazione temporo-mandibolare, ovvero l’articolazione che permette i movimenti della bocca e di tutti i muscoli interessati, anche a distanza, coinvolgendo il discorso sulla postura.
L’ uso di protocolli di biomeccanica ben codificati, di nuove tecnologie come radiografie 3D, impronte digitali, possibilità di simulazioni di trattamento in 3D, nuovi materiali (attacchi e fili ortodontici con caratteristiche fisiche eccezionali), comportano un impegno, una conoscenza e un’esperienza che permettono di affrontare tutte le situazioni, dalle più semplici a quelle più complesse come i casi definiti multidisciplinari dove è richiesta la collaborazione di colleghi specialisti in settori specifici della nostra professione.
Io ho la fortuna di avvalermi di un team, interno ed esterno allo studio, preparato per affrontare situazioni particolari, professionisti come il chirurgo orale o maxillo-facciale, il parodontologo, il logopedista ed altri, affinché tutti i pazienti possano beneficiare delle migliori cure possibili.

Un tratto che vi accomuna è il network multidisciplinare. A prescindere che esercitiate nei vostri studi o in consulenza presso altri professionisti, ogni socio Face conta su una rete di professionisti che interagiscono e si coordinano per il bene del paziente, affinché tutti gli aspetti di salute siano presi adeguatamente in carico e risolti contemporaneamente.
Quali sono i tratti distintivi dei professionisti Face?

Essere un esperto in ortodonzia Face Xp significa aver seguito un percorso formativo professionale di elevata qualità, con corsi in Italia e all’estero; significa adottare procedure cliniche orientate all’eccellenza, usare prodotti di comunicazione che spiegano dalla programmazione della diagnosi alla terapia.
Il paziente è sempre al centro della mia attenzione, a cominciare dal rispetto della persona fino alla garanzia del risultato, seguendo comportamenti improntati all’etica e improntato su criteri di efficacia ed efficienza.
Avere una “bella estetica del sorriso“ e “risolvere un eventuale dolore” sono le principali richieste da parte del paziente.
Pertanto, chi ha problemi nell’apparato “stomatognatico” di natura estetica, come l’allineamento dentale, o ha problemi funzionali che si manifestano con dolori o limitazioni nei movimenti della bocca, cerca professionisti che siano in grado di individuare la soluzione giusta,
Raggiungere un bel sorriso, armonioso e piacevole, è il principale lavoro di noi ortodontisti. I alcuni casi è necessario l’intervento del chirurgo orale (es. se ci sono denti inclusi), del parodontologo (es. se il paziente scopre troppo la gengiva superiore o se ci sono difetti nella gengiva in prossimità delle radici dentali), o del logopedista se il paziente ha qualche problema nella funzionalità linguale, o ancora del chirurgo maxillo-facciale per problematiche che riguardano le basi scheletriche mascellari.
Così pure il quesito “dolore” può avere un percorso diagnostico-terapeutico complesso. Esso può avere un’origine dentale vera e propria e in tal caso la diagnosi è abbastanza semplice e necessita di procedure specifiche del caso.
Altre volte viene localizzato nella nostra area di competenza ma può provenire da zone distanti: è il cosiddetto “dolore riferito” e potrebbe interessare altri colleghi (es. l’otorino deve escludere una problematica di sua competenza). Ancora, e solo come esempio, un piano occlusale dentale inclinato può causare dolori a livello cervicale perché le prime vertebre (l’osso occipitale, c1 e c2) possono assumere una posizione non fisiologica o viceversa.
Quindi, da ortodontista il mio ruolo è quello di contribuire alla risoluzione del sintomo dolore nella zona “testa-collo”, a volte come intervento principale a volte di aiuto ad altri specialisti, perché la causa può essere di natura neurologica, muscolare, scheletrica ed altro. E’ quindi importante la collaborazione con il fisiatra, l’ortopedico, il fisioterapista, l’osteopata, l’ortottista, il podologo.
Così pure l’uso di tecnologie avanzate può contribuire alla diagnosi, come per esempio la pedana stabilometrica e la spinometria, cioè un dispositivo per la ricostruzione dell’immagine digitale della colonna vertebrale in 3d senza l’utilizzo di sorgenti radiogene e che per alcune valutazioni può sostituire la radiografia del rachide.
Da qui emerge l’importanza di lavorare in squadra ed è proprio questo che contraddistingue un Professionista FACE XP.

Invia la tua domanda!

Ti rispondono gli Esperti in Ortodonzia di Face Xp.

Accetto Privacy Policy
Tutti i campi sono obbligatori