10 Juni 2019

Canini inclusi: dopo l’estrazione l’impianto è l’unica soluzione?

di Dr. Francesco Paolo De Luca

Mia figlia di 14 anni ha entrambi i canini superiori inclusi completamente orizzontali.
L’ortodontista che la segue dice che questi canini hanno probabilità quasi zero di girarsi e di scendere. Quindi ci hanno consigliato di estrarli e poi in futuro fare gli impianti.
Domando: è necessario sottoporre la ragazza ad un intervento così traumatico a quest’età o si potrebbe valutare l’idea di aspettare quando sarà più grande? O addirittura non sottoporla mai ad intervento: cosa potrebbe succedere in questo caso?
Uno dei canini da latte è già caduto e al suo posto ha il dentino provvisorio appiccicato. Non sono affatto sicuro che l’intervento sia la cosa giusta.

Risponde il Dott. Francesco Paolo De Luca, esperto in ortodonzia di Palermo

Le rispondo molto volentieri proprio perché in questi giorni sto affrontando un caso identico a quello di sua figlia, seppur monolaterale.
Sul fatto che i due canini non siano recuperabili do per buona la valutazione del collega che sono certo avrà compiuto tutto il percorso terapeutico utile al raggiungimento di questa conclusione. Il problema rimane quindi se e quando estrarre i canini inclusi, ma soprattutto, come sostituirli.

Desidero innanzitutto rassicurarla sul fatto che l’estrazione degli elementi inclusi, in mani esperte, non rappresenta un problema particolare.
Il chirurgo che si è occupato della mia paziente ha effettuato l’avulsione in un quarto d’ora con modalità minimamente invasiva e con un decorso post-operatorio brevissimo e senza alcun disturbo.

Viceversa lasciare i canini al loro posto rappresenta un rischio non trascurabile, sia perché potrebbero svilupparsi delle cisti follicolari sia perché la loro permanenza potrebbe interferire con la sostituzione protesica.
Inoltre è preferibile estrarli adesso che la ragazza è ancora giovane piuttosto che aspettare alcuni anni, in quanto l’estrazione potrebbe diventare più difficoltosa e poiché non è possibile escludere che si renda comunque necessaria non sarebbe opportuno correre rischi ulteriori.

Per quanto riguarda invece la sostituzione protesica dissento dalla proposta del collega. Esistono infatti oggi delle procedure ortodontiche, definite ad ancoraggio assoluto, che consentono di chiudere gli spazi degli elementi mancanti portando avanti i settori posteriori parzialmente o in toto.
Questa procedura consente non soltanto di offrire una soluzione immediata alla ragazza (contrariamente agli impianti), ma – non richiedendo l’inserimento di elementi protesici implantari (con tutte le conseguenze che questi comportano nei settori estetici) – la solleva da una manutenzione costante da portare avanti per decenni.

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