Le apnee notturne nei bambini

di Redazione

OSAS bambini

La OSAS – o sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (Obstructive Sleep Apnea Syndrome) – è una patologia che si manifesta in adulti e bambini con l’ostruzione totale o parziale delle prime vie aeree durante il sonno e quindi con pause nella respirazione (di almeno 10 secondi).

Le apnee, se frequenti, riducono la qualità del sonno e possono portare nel tempo a problemi di salute, se non trattate adeguatamente.

Si stima che circa l’1,5-6 % dei bambini russi regolarmente, mentre il’1- 4% è affetto dalle apnee del sonno (White paper AJODO).  Le OSAS sono quindi una patologia respiratoria con una frequenza non trascurabile ed è importante riconoscerne i sintomi per poter intervenire con una diagnosi precoce e ridurre il rischio di complicanze.

Ci sono alcuni eventi che possono essere degli indicatori di potenziali problemi respiratori nel bambino, con manifestazioni sia diurne che notturne.

Quando dorme:

  • Russamento, più o meno intenso, intermittente durante tutta la notte (ma di norma si presenta ogni notte)
  • Interruzioni della respirazione per alcuni attimi
  • Respirazione rumorosa o ansimante che può peggiorare quando il bambino dorme a pancia in su
  • Difficoltà a respirare con il naso, anche durante il giorno, per cui il bambino ha bisogno di tenere la bocca aperta
  • Sonno agitato e risvegli frequenti
  • Posture insolite durante il sonno (per facilitarsi la respirazione)
  • Enuresi notturna (pipì a letto), soprattutto se il bambino non ne era affetto in precedenza.

La cattiva qualità del sonno si ripercuote sul periodo di veglia.

Quando è sveglio:

  • Stanchezza, senso di affaticamento
  • Difficoltà a svegliarsi la mattina
  • Sonnolenza in orari insoliti
  • Mal di testa
  • Difficoltà di concentrazione e di attenzione a scuola
  • Iperattività e problemi comportamentali
  • Facile irritabilità
  • Voce nasale

I fattori di rischio

Quali sono le cause delle apnee ostruttive del sonno nei bambini?

Vi sono alcune caratteristiche che accrescono la probabilità che il bambino soffra di OSAS. Fattori di rischio possono essere:

  • Tonsille e/o adenoidi ingrossate (a causa di allergie, infezioni delle vie respiratorie etc) che possono ostruire la gola: è il fattore di rischio più comune.
  • Obesità.
  • Tono muscolare: i bambini possono avere difficoltà respiratoria nel sonno se i muscoli della gola si rilassano, ostruendo le vie aeree.
  • Sindromi genetiche (es. malattie come la sindrome di Down e la sindrome di Prader-Willi).
  • Anomalie del volto o della gola, come la presenza di mento arretrato causata da ipoplasia mandibolare (mandibola poco sviluppata), macroglossia (lingua grande), palato stretto, palatoschisi (fessurazione del palato duro e molle).
  • Disturbi cerebrali che interferiscono con il controllo della respirazione durante il sonno.
  • Familiarità.
  • Nel viso dei bambini affetti da OSAS si possono riscontrare con maggiore frequenza queste caratteristiche:
  • incompetenza labiale;
  • palato stretto e affollamento dentale;
  • denti in fuori;
  • mento arretrato.

Diagnosi e cura delle OSAS

È importante diagnosticare per tempo la Sindrome da Apnea Ostruttiva del Sonno perché – se trascurata – oltre a influenzare la qualità della vita del bambino, può ostacolarne la crescita e nel tempo causare ipertensione e rischio maggiore di malattie del cuore.

In caso di sintomi sospetti è necessario rivolgersi al Pediatra, che raccoglierà le informazioni cliniche e valuterà se è necessario procedere ad indagini strumentali quali la pulsossimetria notturna (esame di screening che permette di registrare la saturazione di ossigeno nel sangue) e la polisonnografia (accertamento che permette di registrare l’andamento del sonno, essenziale per arrivare alla diagnosi).

Il medico potrà quindi proporre il trattamento più adeguato:

  • Indicazioni per una migliore posizione nel sonno (dormire a pancia in su peggiora la situazione)
  • Programma di perdita di peso se il bambino è in sovrappeso
  • Trattamento dell’eventuale rinite allergica
  • Terapia miofunzionale orofacciale per correggere gli eventuali squilibri muscolari orofacciale
  • Terapia ortodontica: nel caso di palato stretto o mento arretrato, il trattamento si basa preliminarmente sull’utilizzo di apparecchi ortodontici che permettono la correzione delle anomalie di accrescimento scheletrico delle ossa del volto (con successiva rivalutazione dell’esito della terapia e possibile integrazione con adenotonsillectomia, se necessario). Questa terapia è essenzialmente basata sull’utilizzo dell’espansore rapido del mascellare e dell’attivatore mandibolare (apparecchio che promuove la crescita e l’avanzamento mandibolare)

Se questi trattamenti non sono sufficienti, può essere raccomandato:

  • un intervento chirurgico (adenotonsillectomia ovvero rimozione di tonsille e adenoidi, o interventi su gola o lingua) 
  • la ventilazione meccanica con appositivi dispositivi; tra questi, la CPAP nasale, un compressore che spinge l’aria in una maschera che viene indossata sopra il naso durante il sonno. La pressione spinge l’aria attraverso il naso e la gola per impedire il collasso delle vie respiratorie.  

L’ortodontista si  occupa della crescita del viso e dello sviluppo funzionale della bocca, e in occasione della vita specialistica può  integrare le procedure di screening dei problemi respiratori del bambino e nel caso in cui siano presenti problemi respiratori, affronterà il caso in sinergia con un team di esperti del settore.

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