25 Maggio 2017

Bruxismo: cause e rimedi

di Redazione

Bruxismo cause e rimedi

L’apparato masticatorio o stomatognatico è costituito dall’insieme di mascellare superiore ed inferiore (mandibola), lingua, guance, denti, articolazione temporo-mandibolare (ATM) e muscoli preposti ai loro movimenti coordinati.

Le funzioni dell’apparato stomatognatico sono numerose e fondamentali e possono essere suddivise in:
funzionali, ossia tutto ciò che coinvolge la masticazione, la fonazione (l’articolazione del linguaggio), la respirazione e la deglutizione.
parafunzionali, che includono il digrignamento (bruxismo), il serramento dei denti o altre abitudini orali (succhiamento, onicofagia, ecc), ossia tutte quei movimenti che determinano un aumento dell’attività muscolare superiore a quella richiesta per la naturale “funzione”.

Cos’è il bruxismo

Il bruxismo è una parafunzione prevalentemente notturna e di natura inconscia che può manifestarsi sia negli adulti che nei più piccini, ed è caratterizzato dallo sfregamento dei denti dell’arcata superiore contro i denti dell’arcata inferiore.
In età infantile, il bruxismo interessa circa tre bambini su dieci, e l’incidenza è maggiore prima dell’età scolare. Nella maggior parte dei casi scompare in modo spontaneo con la crescita ed in particolare quando la dentizione permanente si completa. Il disturbo è facilmente identificabile dai genitori per via del rumore caratteristico stridente che i denti producono durante lo sfregamento nella notte; in molti casi, infatti, proprio da questo rumore caratteristico nascono le prime preoccupazioni dei famigliari.
La principale causa del bruxismo non è stata ancora individuata; si ritiene vi sia una predisposizione soggettiva e che sia correlato a dei disturbi del sonno che si manifestano maggiormente durante il passaggio dal sonno profondo a quello leggero. Ne consegue che tutti gli eventi che partecipano a disturbare il sonno possono considerarsi una concausa.
L’accumulo di una tensione emotiva (stress), ma anche semplici patologie di raffreddamento, l’ingrossamento delle tonsille e delle adenoidi correlate ad episodi di apnee notturne o russamento, possono interferire sulla qualità e continuità del sonno e così essere implicate nel manifestarsi di tale disturbo.

Resta invece controversa la correlazione con le malocclusioni dentali e le conseguenti instabilità masticatorie.
In genere, specialmente in età pediatrica, tale anomalia non desta una particolare preoccupazione perché, a parte il rumore e una modesta usura dei denti da latte, non provoca disturbi significativi e, perciò, sono sufficienti controlli periodici eseguiti da specialisti, quali l’ortodontista, lo gnatologo o l’odontoiatra.

Le cure

Cure specifiche non esistono, ma quando cominciano a manifestarsi dei sintomi che coinvolgono il sistema muscolare provocando indolenzimento facciale mattutino, mal di testa, dolori o rumori a carico dell’articolazione temporo-mandibolare, oppure segni a carico della dentatura con rime di frattura, abrasioni, o ipersensibilità, è possibile intervenire con l’applicazione di bite funzionali di protezione o di mio-rilassamento, associati a della fisioterapia specifica.
Nei casi più complessi, quando il disturbo si protrae nel tempo in forma continuativa, talvolta può esserci l’indicazione ad utilizzare farmaci specifici sotto stretto controllo medico che regolano la qualità del sonno e controllano i circuiti che governano i movimenti involontari o approcci di tipo psicologico cognitivo-comportamentale.

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